La pronuncia corretta delle parole dipende da vari fattori: lingua, palato, denti, labbra e muscoli facciali lavorano insieme per articolare i suoni. Quando qualcosa in questa “catena” non funziona come dovrebbe, il linguaggio può risultare alterato. In particolare, alcune anomalie dentali o scheletriche possono causare difetti di pronuncia nei bambini e, in alcuni casi, anche negli adulti.

Difetti di pronuncia nei bambini: quando preoccuparsi

Molti bambini piccoli pronunciano male alcune lettere: questo è normale in età prescolare. Ma se un difetto persiste dopo i 5 o 6 anni, conviene approfondire. I segnali da non ignorare sono:

  • Pronuncia costantemente imprecisa della “S” (sibilo o “zeppola”);
  • Difficoltà nella pronuncia della “R” (rotacismo);
  • Parole tagliate, incomprensibili o con suoni invertiti;
  • Lingua che esce tra i denti durante la parola;
  • Persistenza di suoni da “bambino piccolo” oltre i 5 anni.

In questi casi può essere utile valutare la presenza di cause fisiche, come malocclusioni o altre condizioni della bocca che interferiscono con la corretta articolazione dei fonemi.

Il ruolo della bocca: denti, palato e lingua

Per pronunciare correttamente suoni come S, T, D, R, L è necessario che la lingua si muova con precisione all’interno della bocca e che trovi i giusti appoggi. Questi appoggi sono dati dai denti e dal palato. Ad esempio:

  • La S richiede un passaggio d’aria preciso tra la lingua e gli incisivi superiori;
  • La R richiede una vibrazione della lingua vicino al palato anteriore;
  • La T e la D si articolano con la lingua che tocca i denti superiori.

Se denti e mascelle non sono ben allineati, se manca spazio per la lingua o se il palato è troppo stretto, la lingua non riesce a lavorare correttamente, generando suoni alterati.

I problemi dentali che possono alterare il linguaggio

Malocclusioni

Un morso scorretto è una delle cause più comuni. Il morso aperto, ad esempio, lascia uno spazio tra i denti anteriori anche a bocca chiusa: questo permette alla lingua di uscire tra i denti quando si pronuncia la “S”, causando un fischio o un suono distorto.

Palato stretto o ogivale

Un palato molto stretto (a forma di V) limita lo spazio per i movimenti della lingua. Questo ostacola la corretta pronuncia di molti suoni e può anche influenzare la respirazione, favorendo l’abitudine a tenere la bocca aperta.

Frenulo linguale corto

Quando il frenulo sotto la lingua è troppo corto, la lingua non riesce a sollevarsi abbastanza. Ne può derivare un difetto sulla R o su altri suoni che richiedono movimenti ampi della lingua. In certi casi si può valutare una frenulectomia.

Denti mancanti o molto separati

La mancanza di alcuni denti anteriori o la presenza di spazi accentuati (diastemi) possono modificare il passaggio dell’aria e alterare la pronuncia, soprattutto delle consonanti sibilanti. Nei bambini, questo è frequente nella fase di permuta, ma se persiste va monitorato.

Abitudini viziate

Succhiare il pollice, usare il ciuccio a lungo o spingere la lingua contro i denti durante la deglutizione possono creare alterazioni nella posizione dei denti e portare a difetti di linguaggio.

Intervenire per tempo: odontoiatra e logopedista

La chiave per risolvere questi problemi è intervenire precocemente. Una valutazione ortodontica verso i 5-6 anni può individuare malocclusioni in fase iniziale. Se necessario, l’odontoiatra può proporre un trattamento intercettivo, come un apparecchio mobile o un espansore del palato.

Parallelamente, il logopedista lavora sulla corretta impostazione dei suoni, sull’educazione alla postura linguale e sulla deglutizione. Questo approccio combinato è spesso risolutivo.

Nel nostro studio, ortodontisti e logopedisti collaborano per offrire un percorso personalizzato, soprattutto nei casi di deglutizione atipica, malocclusione o frenulo corto.

Ascoltare, osservare, agire

Quando un bambino ha difficoltà a pronunciare certe lettere, non bisogna aspettare troppo. A volte basta poco per migliorare la situazione, soprattutto se si interviene mentre la bocca è ancora in crescita.

Una bocca ben strutturata aiuta a parlare meglio, a socializzare con più sicurezza e a evitare complicazioni future. Se hai dubbi, parlane con il tuo dentista di fiducia: una visita precoce può fare la differenza.

 

Domande frequenti

1. È normale che un bambino pronunci male alcune lettere?

Sì, nei primi anni di vita è normale. Tuttavia, se i difetti persistono dopo i 5-6 anni, può essere utile una valutazione logopedica e ortodontica.

2. Quali problemi dentali influenzano di più la pronuncia?

Tra i più comuni ci sono il morso aperto, il palato stretto, il frenulo linguale corto e le malocclusioni dentali. Anche denti mancanti o molto separati possono incidere.

3. Il frenulo corto può causare la “R moscia”?

Sì. Un frenulo linguale troppo corto può limitare i movimenti della lingua e impedire la corretta articolazione della lettera R e di altri suoni.

4. Serve sempre un logopedista se ci sono difetti di pronuncia?

Dipende dalla causa. Se c’è un fattore dentale o scheletrico, è utile lavorare in sinergia tra ortodontista e logopedista per ottenere risultati duraturi.

5. Un apparecchio ortodontico può migliorare la pronuncia?

Sì, se il difetto di pronuncia è legato a una malocclusione o a un’anomalia della struttura orale. L’apparecchio corregge l’assetto e facilita l’articolazione.

6. A che età è meglio fare la prima visita ortodontica?

Intorno ai 5-6 anni è consigliabile una prima valutazione ortodontica, utile per individuare eventuali problemi in fase precoce.