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cellule staminali

La riparazione dei denti grazie alle cellule staminali

La terza rivoluzione industriale è iniziata con l’avvento di internet e delle tecnologie digitali negli anni 70 e da alcuni anni si parla di quarta rivoluzione industriale.
In tempi rapidissimi stiamo assistendo ad un continuo e costante progresso di tutte le attività tecnologiche e della società in genere. Per cui parlare di riparazione dei denti grazie alle cellule staminali non deve sembrare una possibilità così lontana e remota, ma una speranza concreta molto più vicina di quello che si potrebbe pensare.

Le ricerche sulle cellule staminali (Isolate per la prima volta dal dottor James Thomson in un laboratorio statunitense nel 1998) sono sempre più diffuse grazie alla loro grande potenzialità.
Non sono cellule come le altre, hanno l’eccezionale peculiarità di rigenerarsi all’infinito per tutta la vita di una persona e di creare da zero, se opportunamente stimolate, qualsiasi parte del nostro corpo come la pelle, il sangue, il cuore, il fegato, il cervello, i muscoli ecc.

Ecco perché la ricerca è frenetica per trovare soluzioni per malattie gravi come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, l’infarto, etc. Le cellule staminali sono potenzialmente in grado di rigenerare qualsiasi organo o tessuto danneggiato.

Recentemente è stato condotto uno studio all’Università di Plymouth pubblicato su Nature Communications (https://www.nature.com/)
che offre speranze future per la riparazione dei denti grazie alle cellule staminali.
Niente più otturazioni in futuro? Questa è la prospettiva.

Quando eravamo piccoli le nostre mamme, quando veniva via un dentino da latte lo conservavano per la notte nell’attesa dell’arrivo della fatina, che al mattino avrebbe lasciato un regalino.
Forse sarebbe il caso di tenere d’acconto molto più a lungo i denti persi, considerando il fatto che sono fonte di cellule staminali che in futuro potranno forse esserci utili.

LA RICERCA
Le cellule staminali presenti nella polpa dentaria, sostiene la ricerca, avrebbero la possibilità, se stimolate opportunamente, di azionarsi per rigenerare la dentina. Questo meccanismo indotto richiede che il gene Dlk1 venga azionato a comando. La ricerca è ancora allo stadio embrionale ma,
dagli esperimenti condotti fino ad ora in laboratorio, promette molto bene.

La speranza è che in futuro sarà possibile indurre la tua dentatura a ripararsi da sola, senza l’ausilio delle tradizionali otturazioni.

In sintesi (l’articolo tecnico completo in inglese è a questo link: https://www.nature.com/), esisterebbe il gene Dlk1, che funzionerebbe da interruttore per azionare le cellule staminali nella formazione di nuova dentina, parte situata sotto il sottile strato di smalto.
I ricercatori stanno cercando di attivare questo gene a comando, in modo tale da indurre l’autoriparazione del dente in caso di carie o
di altre tipologie di traumi. In questo modo non sarebbe più necessario intervenire manualmente con i metodi classici in quanto avverrebbe una rigenerazione indotta del tuo stesso tessuto.

In fondo, per alcuni animali come topi, squali, conigli ecc. la ricrescita degli incisivi non cessa mai nel corso della loro vita, per cui, i ricercatori nutrono buone speranze anche per l’uomo del futuro.

La ricerca è solo agli albori ma i risultati sono incoraggianti.

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La riparazione dei denti grazie alle cellule staminali
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La riparazione dei denti grazie alle cellule staminali
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uno studio all'Università di Plymouth offre speranze future per la riparazione dei denti grazie alle cellule staminali.
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