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gnatologia Bovisio Masciago (Monza)

Gnatologia posturale

Difficile da credere, per le persone comuni, che un mal di collo possa essere collegato ad una cattiva masticazione.
Oggi è sempre più chiara, per i medici addetti ai lavori, la stretta correlazione che si può avere tra masticazione e dolori cervicali, dolori alle gambe e alle ginocchia, cefalee, ronzii alle orecchie, vertigini, emicranie, orecchio chiuso, rumori articolari, instabilità motoria e problemi posturali di vario genere.

Lo gnatologo si occupa dei sintomi legati al disordine Cranio-cervico-mandibolare.
In generale la gnatologia studia e cura, sotto ogni aspetto anatomico-funzionali, l’apparato masticatorio.

Se hai uno dei problemi descritti sopra può anche dipendere da una malocclusione dei denti (o esserne concausa).
La gnatologia, occupandosi di problematiche che possono influire anche su altre parti del nostro corpo, è una branca dell’odontoiatria piuttosto complessa, nel senso che spesso occorre un approccio in sinergia con altri specialisti come l’osteopata, il chinesiologo, il fisioterapista e talvolta lo psicologo, quando per esempio siamo di fronte a bruxismo da stress. Gnatologo e posturologo spesso devo relazionarsi.

 

Ma quando occorre andare dallo gnatologo?

Difficilmente ognuno di noi si reca dallo gnatologo come prima cosa se ha dolori cervicali o alle gambe, ma ci sono campanelli d’allarme che devono suggerire di andare dallo gnatologo, come per esempio quando si ha un problema alla mandibola e si sente il classico “click” mentre si mangia o quando si hanno fastidi muscolari inspiegabili alla cervice, cefalee o ripetute infiammazioni del trigemino facciale.

Spesso è il bravo posturologo che indirizza verso lo gnatologo, ma ognuno di noi, quando ha uno di questi sintomi deve sapere che è consigliabile chiedere sempre un consulto al proprio dentista.

La soluzione più utilizzata per queste tematiche è l’utilizzo di un BITE masticatorio realizzato su misura.
Il bite ha lo scopo di rilassare muscoli e legamenti. Svincola le arcate dentarie dal contatto errato, in modo tale che la mandibola possa riposizionarsi e conseguentemente la muscolatura decontrarsi.
Il nostro corpo cerca sempre di compensare squilibri funzionali, nel senso che, davanti per esempio ad una contrattura muscolare, compensa quest’ultima modificando la postura, che a sua volta distribuisce i pesi in modo scorretto, con conseguente sovraccarico in altre parti del corpo (schiena, ginocchia ecc.).

La gnatologia è una delle lampanti evidenze di come il dentista sempre più, debba avere un approccio olistico nei confronti del paziente.

 

Cos’è il bruxismo da stress

Un altro settore specifico di cui si occupa lo gnatologo, dove l’utilizzo del BITE è efficacie, è quello del bruxismo.
Questa patologia riguarda il digrignamento dei denti durante il sonno (talora è presente anche durante le ore di veglia – bruxismo diurno).
Il più delle volte è un comportamento involontario, spesso di carattere psicologico.

In passato si considerava la malocclusione dentale la causa principe del bruxismo, ma attualmente, grazie a rilevanti ricerche in questo settore, si tende a dare maggiore considerazione a fattori psicologici e neurologici legati al periodo del sonno.
La responsabilità maggiore di questo disturbo è da imputarsi al funzionamento del sistema nervoso centrale e in maniera subordinata a stimoli periferici.
Lo stress, la tensione nervosa e l’ansia sono oggi ritenuti tra le cause che provocano il bruxismo.

Presso il nostro studio dentistico, dopo un attenta valutazione del paziente, dove lo si rende partecipe e consapevole del suo disturbo, si opta per la soluzione più idonea. Il più delle volte, escludendo casi più complessi dove parallelamente bisogna muoversi su altri fronti, il Bite masticatorio è la via da seguire. Insieme al nostro chinesiologo, verrà posizionato il Bite nella bocca del paziente, che successivamente e autonomamente dovrà metterlo di notte, in modo da impedire i movimenti disfunzionali della bocca e mantenere l’articolazione della bocca in stato di riposo.

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